ALESSANDRO DONATI tra NOI: dalla formazione alle riflessioni

donatiIniziato il mio mandato di Presidente ho avuto da subito consapevolezza che fosse necessario lavorare su tanti piani, per poter essere al passo con il futuro e dare allo sport e alle Società di base una prospettiva. L’idea è, ed era, che solo se cambiamo e innalziamo il livello della qualità delle Società di base in tutte le sue componenti, dirigenti, tecnici e di conseguenza atleti, è possibile immaginare di essere un tassello propositivo e propulsivo del sistema più ampio. E’ chiaro che data l’affermazione, è poi necessario un tempo lungo in cui, passo passo, maturano le consapevolezze e si possano mettere in campo azioni di sistema, che possano dare risposte a medio termine, vero obiettivo temporale del processo di trasformazione. Si è così iniziato a lavorare su un percorso diverso di reclutamento, individuando nuove relazioni con le scuole e di rapporto dialogato con la Società civile, costituita dalle famiglie che ruotano attorno al sistema societario, cercando di mettere al centro una proposta formativa/educativa, che risponda a principi etici. Di qui il CODICE ETICO e  la CARTA DEI DIRITTI DEL RAGAZZO.

Contestualmente si è provato a creare un sistema di tecnici, più giovane, che possa rappresentare il vero futuro del sistema, aiutato, in questo percorso da coloro che oggi costituiscono il TEAM del settore agonistico. Un insieme di tecnici di per se non è garanzia di futuro, se non passa da insieme informe a vero e proprio SISTEMA con una identità condivisa, di qui la necessità di creare e partecipare a momenti di formazione. Il primo anno abbiamo lavorato ragionando secondo schemi già definiti che dovevano essere i punti di partenza: la formazione di nuovi istruttori (corsi FIDAL), la formazione di educatori ( corsi UISP), l’aggiornamento tematico per il TEAM del settore agonistico ( seminari QUADRIFOGLIO), quest’ultimi generalmente abbinati ad una competizione agonistica, che favorisse anche le osservazioni sul campo. Tuttavia erano solo le basi. L’idea era più ambiziosa: non solo lanciare dei semi conoscitivi, ma aiutarli a crescere e  testare, verificare che tali semi potessero portare frutto nel modo migliore rispetto a se stessi. Questa idea ambiziosa si è incontrata “casualmente” con il Prof. Alessandro DONATI, che io ho conosciuto meno di un anno fa a Genova, il 28 Gennaio, in occasione della presentazione del suo volume “Lo sport del doping”. Ci sono incontri che creano sodalizi immediatamente e così è stato con Sandro Donati, Maestro dello Sport, nell’accezione più pura  del termine maestro. Abbiamo condiviso per mesi l’idea di come dare corpo a un percorso formativo che potesse creare un MODELLO nuovo di essere TECNICO, ovvero un tecnico aperto, che sa lavorare in TEAM e che cresce dal confronto e dalla collaborazione costante con i suoi colleghi, ma che abbia altresì basi culturali e etiche di valore da cui partire e su cui fondare la scuola di pensiero che sostiene poi l’operatività pratica sul campo. Insomma un modello che si basi sulla valorizzazione della “biodiversità“. Sandro ha fatto di questa idea ambiziosa una vera apoteosi di contenuti stimolanti, che traguardano il futuro e che gli offrono ambiziose mete possibili. Questo è stato il magnifico momento formativo di Genova!  E’ venuto accompagnato dai suoi amici di sempre Vincenzo De Luca e Chicco Leporati e in un continuo alternarsi di momenti frontali e traduzione sperimentale sul campo, ha trasformato fisiologia e meccanica della corsa in chiarezza di  cause ed effetti tra quello che è l’obiettivo e la modalità per raggiungerlo, utilizzando solo e appieno la biodiversità di ogni singolo individuo a cui si insegna a fare del proprio corpo un vero laboratorio per raggiungere risultati sempre più ambiziosi e di valore, risultati etici, direbbe Sandro, senza contaminazioni e aiuti “esterni”. E’ stato entusiasmante vedere quasi 100 persone attente e motivate, fa supporre che ci sia un futuro possibile in cui qualità del lavoro e valori etici possano riconciliarsi, in cui lo sport sia proposta educativa per le nuove generazioni e supporti la crescita di campioni “di valore”.  Il seme del primo step del corso è stato lanciato, ci sono sei mesi per farlo crescere, sei mesi  in cui Sandro ha messo in gioco se stesso, offrendo la sua collaborazione ai tecnici presenti, per analizzare con loro, singolarmente, l’impostazione e la crescita di 1/2 atleti campione. A Marzo trarremo le conclusioni di questo lungo percorso, ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora sarà una bella prospettiva per il futuro !! A Sandro il mio grazie per aver saputo tradurre in azioni un’idea, per averla condivisa e averla resa speciale e unica, molto oltre ogni aspettativa, come solo chi è un vero MAESTRO sa fare, molti insegnano, pochi sono maestri! Ma gli devo un grazie più grande per avermi fatto mettere a fuoco in modo chiaro quali valori desideriamo siano propri della Società e del modello di sport che desideriamo proporre e di qui la scelta di creare un PATTO PER LO SPORT ECOSOSTENIBILE.

Il Patto per lo Sport Ecosostenibile è costituito da una serie di punti che devono diventare “pietre miliari” per permettere la crescita serena e adeguata degli atleti, senza che mai lo sport valichi i confini della sostenibilità.

Il concetto di sostenibilità, mutuato dal contesto ambientale, in cui la qualità passa attraverso un utilizzo attento e equilibrato della risorsa, in modo che queste possano  continuamente rinnovarsi e migliorarsi, bene si adatta al contesto sportivo e ne diventa il principio fondante. Tutto questo è stato ALESSANDRO DONATI tra NOI.

 

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